Questo che stai leggendo è l’ottavo post della seconda serie “Igiene dentale” curata dal Dott. Massimo Roperti, dove saranno pubblicati post con risposte a domande comuni sulla corretta igiene orale.
  La gravidanza incide sulla salute orale? SI.

L’aumento di ormoni sessuali femminili circolanti nel flusso sanguigno a partire dal primo mese posso portare ad una esagerata risposta infiammatoria dei tessuti gengivali che possono dare origine a fenomeni infiammatori più o meno gravi.

Va precisato che una corretta rimozione della placca batterica quotidiana e una accurata rimozione di fattori irritativi anche di tipo traumatico nel pre-gravidanza minimizzano i disagi o addirittura li eliminano del tutto.

Le reazioni gengivali generalmente si osservano dal secondo mese in poi

Le principali alterazioni del cavo orale durante la gravidanza sono l’infiammazione delle gengive “gengivite”, il gonfiore delle gengive “ipertrofia” ed erosione dello smalto e carie associato a chi ha nausea mattutina nelle prime fasi della gravidanza. Il protocollo preventivo e terapenutico prevede che in caso di gravidanza ci si rechi dal dentista e dall’igienista con più frequenza nel periodo di stato interessante.

Prima della gravidanza (se programmata) o subito all’inizio, e per ogni tre mesi fino al parto. In questa maniera è possibile tenere sotto controllo sia i tessuti parodontali sia i denti ed intercettare al primo segnale qualsiasi problematica.

Tutte le terapie (igiene ed eventuali fluorizzazioni di rinforzo dello smalto) possono essere affrontate dalla madre senza nessun rischio o pericolo per il nascituro. Sarebbe più rischioso dover intervenire per una urgenza (dolore, pulpite, ascessi) che invece si sarebbe potuta prendere per tempo se si avesse seguito il protocollo di prevenzione. Oggi è possibile intercettare anche le carie interprossimali (tra un dente e l’altro e quindi non visibili ad occhio) senza radiografie, e quindi raggi X dannosi per il feto, con una speciale e nuovissima telecamera laser che permette di illuminare dall’interno il dente e di vederlo proiettato sullo schermo del computer (Diagnocam).

Esiste una associazione fra chi ha la malattia paradontale in fase acuta o parodontite non trattata e parti prematuri; sappiamo che l’infiammazione paradontale è prodotta da batteri che possono colonizzare anche il tratto genitale e urinario dando origine anche in questo distretto a infiammazioni severe che possono indurre una risposta immunitaria aggressiva “prostaglandine e interleuchine” tanto da indurre il parto prima dei termini cioè “prematuro”.

Massimo Roperti

Igienista Dentale at Studio Dentistico Martini
Igienista dentale, Specialista in terapia parodontale non chirurgica laser assistita, Specialista in Scienze professioni sanitarie