Questo che stai leggendo è il secondo post della seconda serie “Igiene dentale” curata dal Dott. Massimo Roperti, dove saranno pubblicati post con risposte a domande comuni sulla corretta igiene orale.
Si può rimuovere il tartaro ai denti? SI

Il tartaro è la deposizione di sali inorganici contenuti nella saliva che aderiscono al dente grazie alla placca batterica che ne è la base ritentiva.

Questi sali inorganici possono aderire sia nella zona visibile del dente cioè la corona, sia nella zona non visibile ad occhio nudo sotto il margine gengivale cioè parte della radice.

Come possiamo rimuovere il tartaro?
Ad oggi l’unica possibilità di rimuovere il tartaro è affidarsi a trattamenti professionali che mediante l’utilizzo di ablatori meccanici o mediante strumenti manuali chiamati scaler o curette utilizzati in aree diverse e per fini diversi riescono a sgretolare le formazioni calcaree denominate tartaro dentale.

Perché è importante rimuovere il tartaro?
I depositi di sali inorganici indurendosi formano il temuto tartaro dentale che rappresenta, grazie alla sua ruvidità, la casa ideale per i batteri che sono la vera causa delle principali patologie orali. Un dente ben pulito e ben lucidato rallenta l’adesione batterica e minimizza il rischio di carie, gengiviti o parodontiti.

L’accumulo di tartaro sotto il margine gengivale, se non rimosso in tempo, porta ad alitosi, carie della radice del dente difficilmente riparabili, infiammazione gengivale che da gengivite può evolvere in parodontite (piorrea). Questo quadro clinico degenerativo va interrotto prima di arrivare a problematiche più complesse come la mobilità dentale o la perdita dei denti.

 

Massimo Roperti

Igienista Dentale at Studio Dentistico Martini
Igienista dentale, Specialista in terapia parodontale non chirurgica laser assistita, Specialista in Scienze professioni sanitarie